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Il progetto Privacy SMEData per le PMI

Si è praticamente conclusa l’iniziativa dello SMEData, promossa dal Garante della Privacy e da Università Roma Tre.

E cosa può importare alle aziende questo?

Molto, specie in merito alle scuse che non stanno più in piedi.

La sigla SME in questo caso è l’equivalente dell’italiano PMI, piccole e medie imprese. SMEData è stato un progetto indirizzato specificatamente alle piccole e medie imprese, per formarle e informarle.

Se fino a ieri l’azienda poteva anche nascondersi dietro potenziali ragioni di ignoranza, seppur molto tirata per le orecchie, oggi e specie “domani” non sarà più così.

Una delle attività principali di SMEData è stato di portare avanti una campagna di informazione legato al tema della Privacy, orientato a instillare in tutte le aziende una certa consapevolezza sulle modalità, per certi versi nuove, del Regolamento GDPR.

Per le aziende che si muovono sempre più verso l’uso di un sistema di lavoro come lo smart working, effetto di un’emergenza ma probabile nuovo modo di integrare le attività di un’impresa, lo SMEData durato praticamente un anno, fa capire molto.

Quando un’autorità realizza tutta una serie di misure al fine di sensibilizzare rispetto ad un tema molto delicato, come quello della privacy delle persone, si devono alzare le antenne e capire che il tempo del “vedremo” non c’è più.

Applicare il Regolamento non è una cosa così complessa.

Basta applicare un metodo che possa guidare un’azienda verso la messa a norma ed il suo mantenimento.

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