Un pò di me…

Consulente della Privacy & Sicurezza IT

Ho iniziato a lavorare nella sicurezza informatica direttamente nel mondo bancario e poi quello delle aziende “normali”, scoprendo strada facendo che la programmazione è direttamente collegabile alla riservatezza delle informazioni, creando in me una specie di “doppia consapevolezza” tra la sicurezza del dato e il codice dei programmi. Volevo sottolineare “nel mondo bancario” perché probabilmente è quello dove esiste maggior sensibilità al problema della sicurezza e forse anche per il fascino da film che può suscitare.

Avendo sviluppato diversi sistemi client/server che utilizzavano Internet come veicolo per colloquiare, questa “doppia consapevolezza” mi ha consentito di costruire applicazioni che fin dall’inizio avessero in se alcuni meccanismi per prevenire intrusioni da parte di persone non autorizzate.

Paolo Romani

Nell’arco della mia esperienza lavorativa ho sempre rispettato il segreto industriale come fosse un dogma, cosa che tra l’altro è una delle principali necessità dei miei committenti, i quali mi hanno sempre “premiato” continuando a passarmi il lavoro.

Come programmatore, lavorando sia in team che da solo, mi sono occupato di applicazioni gestionali, scientifiche e strumentali usando linguaggi di programmazione diversi come il Java, il C++, ma anche il Visual Basic (seppur portato agli estremi), PHP, ASP e ASP.NET, per citare i principali, ma anche quelli per lo sviluppo di APP mobile in mondo iOS e Android.

All’inizio della mia carriera ho dovuto “sporcarmi le mani” facendo anche da assemblatore di computer, cosa che non rinnego ma anzi mi ha permesso di scoprire cose che i normali programmatori, quelli che nascono come analisti puri, probabilmente non hanno avuto il piacere di sperimentare.

Paolo Romani

Il mio primo approccio concreto nella sicurezza IT fu proprio nell’assemblaggio di firewall, poi nella loro installazione e configurazione. Da lì lo studio di come funzionavano a livello teorico e nella pratica, quali erano i loro punti di forza ed il loro tallone debole. Estendere poi queste conoscenze a intere reti è stato il passo naturale cosa che mi ha consentito, tra l’altro, la progettazione e supervisione di reti con diverse centinaia di dispositivi connessi.