Cassazione, giusta la sanzione del Garante Privacy alla Provincia di Foggia per diffusione di notizie sulla salute di un dipendente

La tutela del dato sensibile prevale sulla trasparenza amministrativa. La Corte di cassazione (sentenza 9382) ha accolto il ricorso del Garante della privacy, contro la sentenza del Tribunale che aveva “salvato” la provincia di Foggia sanzionata dall’Authority per 20 mila euro, per aver diffuso notizie sullo stato di salute di un dipendente. Inutile per l’amministrazione chiarire che per l’illecito, nel caso ci fosse stato, rispondeva il dirigente del servizio.

E, in ogni caso, l’eventuale violazione sarebbe stata giustificata dall’esigenza della trasparenza amministrativa. Una tesi che la Cassazione respinge. I giudici della seconda sezione civile ricordano che “la tutela del dato sensibile prevale su una generica esigenza di trasparenza amministrativa, sia sotto il profilo costituzionalmente rilevante della valutazione degli interessi in discussione, sia sotto quello della sostanziale elusione della normativa sulla protezione di dati personali, accentuata nel caso di dati sensibili, ove si dovesse far prevalere una generica esigenza di trasparenza amministrativa…”.

I giudici sottolineano che la giurisprudenza di legittimità ha chiarito che nella nozione di trattamento, in base al codice della privacy, rientrano l’estrazione dei dati e il successivo utilizzo. Attività che, se non precedute da una precisa informazione sul trattamento e dall’acquisizione del consenso del titolare, fanno scattare due illeciti amministrativi: “omessa informativa e non assentita comunicazione automatizzata”.

Fonte: Il Sole 24 Ore del 5 aprile 2019