Antonello Soro: emergenza Covid-19, le deroghe sul diritto alla privacy non devono diventare un punto di non ritorno

Antonello Soro: emergenza Covid-19, le deroghe sul diritto alla privacy non devono diventare un punto di non ritorno

La diffusione del Covid-19 ha assunto proporzioni devastanti sulla salute collettiva e sull’economia del nostro Paese. E’ giusto che il contrasto all’epidemia costituisca l’impegno primario di ogni italiano. Per questo non si dovrebbero alimentare disinformazione e luoghi comuni.

La privacy non è né un ostacolo all’efficace azione di prevenzione del contagio né, tantomeno, un lusso cui, secondo taluni, si dovrebbe rinunciare in tempi di emergenza. E’ un diritto di libertà che, come ogni altro diritto fondamentale, soggetto a bilanciamento con altri beni giuridici, modula la sua intensità e il suo contenuto in ragione dello specifico contesto in cui si eserciti.

Ma non si dica – come dopo ogni attentato terroristico – che i principi servono solo se si resta vivi, perché si può e si deve tutelare al massimo grado l’incolumità individuale, senza per questo tradire i cardini della democrazia, tra cui in primo luogo il necessario equilibrio tra interessi collettivi e libertà individuali.

La duttilità del diritto, la sua capacità di adeguarsi al contesto contemplando le deroghe necessarie e proporzionate alle specifiche esigenze, pur senza intaccare il “nucleo duro” dei diritti fondamentali, è la più grande forza della democrazia, che ci ha consentito di superare momenti drammatici – come quel 16 marzo 1978 da poco commemorato – senza rinnegare, distruggendola dalle fondamenta, la democrazia.

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